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Non c’è niente che sia per sempre 01Nov08

Forse perchè niente rimane uguale per sempre. Nemmeno ciò che credevamo immutabile. Tutto cambia, inesorabilmente, e spesso peggiora.
Per quello che può valere: un sorriso sul volto, non equivale alla felicità di quella persona. Talvolta si è più vuoti quando si cerca di dire che tutto va bene piuttosto che lamentarsi come un disco in modalità repeat.
Così l’unica cosa che si può fare è truth about enzyte chiudersi in cucina a preparare dei biscotti a forma di fantasmini cantando a squarciagola con le Uh Huh Her perchè, ora, è l’unica cosa che fa stare bene.
Anche le parole muoiono, ed io me l’ero (quasi) scordato.

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Sarebbe bello 24Ott08

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Seduta in riva al fosso 10Ott08

Immagini che si installano nella memoria. Fantasia che cuce romanzi su una pelle che (forse) non sarà mai la mia.
E’ che arrivata al venerdì notte, aggiungere una coperta in più (forse) non basterà.
Pare mi manchi un organo che viene giudicato fondamentale. E che i sogni si allontanino.
Si canta Se sotto il cielo c’è qualcosa di speciale, passerà di qui prima o poi. Per me più che affermazione, è domanda, così come domanda è se mai io me ne accorgerò - e vivrò?

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Quella mattina d’ottobre 05Ott08

Com’era quella mattina d’ottobre 2005?
Ricordo che c’era il sole, ed ero in anticipo. Ricordo i cani che gironzolavano con padroni distratti accucciati sulle panchine, ricordo che come me c’erano altre tre ragazze, ed una sarebbe diventata mia compagna di corso. Ricordo poi la ressa di studenti per entrare in aula e trovare un posto a sedere. Ricordo il volto del primo professore conosciuto, colui che sarebbe poi diventato il mio relatore. Ricordo tanti nomi che si intrecciavano in un crescente brusio.
Ricordo lontano eppure pare ieri.
Domani sarà una nuova mattina. Chissà cosa ricorderò fra qualche anno di questa mattina d’ottobre 2008.
Chiudo un capitolo. Domani si comincia a scriverne un altro. Titolo: la specialistica.
Chissà.

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Laurea, 1 ottobre 2008 03Ott08

La tesi è lì, riposa sulla scrivania. La mano sfiora il velluto rosso, segue l’oro delle parole mentre i miei occhi sono ancora increduli. Fra quelle pagine che hanno ricevuto i complimenti dei professori e parole che non mi sarei mai aspettata, rivedo quella ragazzina che appena tredicenne si è sentita dire che forse una scuola professionale era più che sufficiente per lei, suggerimento che si è lasciata alle spalle costruendosi giorno per giorno un altro percorso, lontana dalle mura di quella scuola… Ed ora, anche questa, è la sua rivincita.
Sono io, seduta di fronte alla commissione di laurea, che espongo il mio discorso agitata e sicura di me stessa al contempo; io che so che quella ragazzina tredicenne sarà sempre una parte di me, quella ragazzina a cui ora dico che gli altri non sempre capiscono chi siamo e chi saremo, che noi siamo in buona parte gli artefici del nostro destino, che nella vita è possibile incontrare persone che ci amino e stimino per quello che siamo. Sì, è possibile. E non importa se quelle persone, che su di te non avrebbero scommesso più di un centesimo, storcono il naso nel conoscere il tuo corso di laurea, nel sapere che stai per laurearti, e ti dicono che è solo una triennale, perchè ora sei lì, in piedi, di fronte alla commissione, fra gli applausi, e ti senti proclamare Dottoressa in Linguaggi dei Media con votazione di 110 e lode.

Così ti volti e sorridi, in modo smisurato, a tutti coloro che sono lì con te e a chi non poteva, ma era lì con il pensiero…

A mia madre e a mio padre perchè hanno sempre creduto in me, perchè mi hanno insegnato a credere nei sogni, perchè mi aiutano a realizzarli, perchè sono il mio punto fermo.
A mia nonna per esserci sempre stata, per cucinare i miei piatti preferiti, per le chiacchierate, per ogni in bocca al lupo che mi ha sempre detto prima di ogni esame.
A mio zio Enzo perchè per lui sono e sarò per sempre il topo della famiglia, per prendermi in giro, per brontolare e poi aiutarmi in ogni progetto, per essere l’Artista della famiglia, colui che ammiro, colui che mi insegna che i sogni possono diventare realtà e che non bisogna mai smettere di lottare per quello in cui si crede, per volermi bene in quel modo unico e speciale come solo lui può.

A nonno Vittorio, per tutte quelle volte che si è nascosto dietro le macchine per assicurarsi che il ritorno da scuola andasse bene, per avermi fatto il lavaggio del cervello quando Gullit ha lasciato il Milan facendomi diventare juventina, perchè resterò juventina per sempre in suo ricordo.
A nonna Tina, per tutti i regali, per le frittelle di spinaci, per tutte le pizze preparate in casa mentre io mangiavo il pomodoro fresco, per la sua voglia di vivere.
Perchè rimarrete per sempre nel mio cuore.

A tutta la famiglia.

Ai miei Universitari, ai miei Desperate Students. Per questi tre splendidi anni: per le lezioni insieme e le giornate a studiare in vista degli esami, per le colazioni di massa al SottoTorchio e i caffè al Litta, per le risate e gli abbracci, per aver sempre fatto di tutto per rimanere insieme, perchè io voglio credere che “Gli Amici dell’Università, siano gli Amici della vita”.
A Lo-Sandy-Alice-Fede-Vale-Simone-Davide-Andrea-Mattia-Chiara-Antonio.

A Guenda perchè “le cose vere non finiscono mai”, per presentarmi ai tuoi alunni come la tua Lauretta, per le risate, per le lacrime, per essere così diverse e così simili, per aver capito al primo sguardo che saremmo diventate amiche.

A Carmine per essere diventato un Amico vero, per sostenermi sempre e comunque, per la nostra sottile ironia, per prendere in giro il Franco per la canottiera, per non avermi ancora ucciso per non averti ridato il tuo dvd, per essere e vivere come un Poeta.

Agli Amici conosciuti fra i banchi di scuola e a quelli della scuola guida, per quelli conosciuti ad una festa di Capodanno, per quelli con cui sono cresciuta insieme, per i momenti insieme, per le pizzate, per le serate al cinema, per le risate a crepapelle, per tirare in ballo “Natale” ad ogni cena, per vedersi poco talvolta ma esserci comunque l’uno per l’altro.
A Marco-Giulia-Rosangela&Roberto&Arianna-Gianluca-Enza-Andrea.

Agli Amici, quelli prima solo virtuali e poi reali, per le lunghe e-mail, per i commenti nei blog, per le chiacchierate in MSN, per le ore al telefono, per gli incontri in real life sotto la pioggia milanese e nei colori di un weekend a Bologna, per chi devo ancora abbracciare di persona ma è presente nella mia vita in ogni istante.
A Eilen-Giulia-Ste-Nadia-Giacomo-Cinzia-Abbey-Anna-Anahì-Ilà.

Ai prof. dell’Argentia, anche per gli spettacoli organizzati, per il dossier sur la musique, per il filmato di presentazione della scuola, perchè anche così ho potuto muovere i primi passi nella comunicazione.

Alla prof.ssa Fonio per avermi seguito passo per passo nella stesura di questa tesi, senza farmi mai sentire abbandonata, per aver sempre avuto fiducia e pazienza, perchè non è una cosa che tutti i professori fanno.
Alla prof.ssa Campos e ai migliori professori di questi tre anni d’Università.

Al mio bro per essere il mio Migliore Amico. Per esserci sempre, per aspettare sempre la metro per Gessate, per tutte quelle sere in macchina a parlare, per simulare la morte blu del mio PC, per gli abbracci e i sorrisi sinceri, per sapermi prendere per mano, per capirmi con un solo sguardo.